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Palombella

Raffigurazione della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.

Orvieto, 11 Maggio 2008

La festa della Palombella si celebra pressoché ininterrottamente dal lontano 1404 per iniziativa dell'antica e nobile famiglia dei Monaldeschi nel giorno della Pentecoste.
All'origine la rappresentazione avveniva all'interno del Duomo: da una parete, scorrendo su un lungo filo, una raggiera con una colomba bianca, "la palombella", legata ad ali aperte con nastri di seta rossa, discendeva sul Cenacolo, un baldacchino di legno a quattro colonne con disegnata la Madonna e gli Apostoli, allestito sull'altare maggiore.
A mezzogiorno all'arrivo della raggiera sul Cenacolo, si accendevano delle fiammelle sulle teste degli Apostoli, segno dell'avvenuta discesa dello Spirito Santo, con un contorno di fragorosi scoppi di mortaretti.
Nel 1864, in applicazione di una vecchia disposizione del Concilio Laterano del 1725 che proibiva lo scoppio di mortaretti all'interno delle chiese, la rappresentazione della Palombella fu spostata all'esterno del Duomo, sul sagrato.
Fin dalle prime rappresentazioni era nata la credenza popolare di auspicio di buon raccolto qualora la Palombella fosse giunta al Cenacolo senza mai fermarsi sul filo.
Altra tradizione, quella di donare la bianca colomba all'ultima coppia di sposi orvietani.

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